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HOMO SAPIENS DIGITALIS | RESTARE UMANI NELL'ERA DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

HOMO SAPIENS

Nel panel promosso da MEC è stato affrontato il tema “Sete di Energia”, un incontro dedicato all’evoluzione dell’intelligenza artificiale e alle risorse necessarie per sostenerne lo sviluppo.

  • La corsa verso sistemi di AI sempre più avanzati sta infatti generando una domanda crescente di energia, acqua, materie prime, infrastrutture digitali e capacità computazionale. Una “sete” complessa, che non riguarda soltanto il consumo elettrico dei data center, ma coinvolge l’intero ciclo di vita delle tecnologie: dalla produzione dei chip alla costruzione delle infrastrutture, fino alla gestione operativa dei sistemi digitali.

Per orientarsi in questo scenario in rapida evoluzione, il panel ha messo a confronto competenze tecnologiche, imprenditoriali e ambientali.

Il dialogo è partito da una domanda di base: che cosa sono oggi i workflow AI e gli agenti AI? Comprendere questi strumenti è infatti il primo passo per interpretare i protagonisti del nuovo paesaggio digitale e valutarne implicazioni, opportunità e costi.

A guidare questa prima parte è stato Paolo Omero di infoFactory, che ha introdotto il pubblico al funzionamento degli agenti AI e dei sistemi autonomi, spiegando come stanno trasformando processi, servizi e modelli organizzativi.

Il confronto si è spostato poi sul tema dei costi energetici dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati, con un’attenzione particolare agli sviluppi attesi nel prossimo futuro. La crescente capacità di calcolo richiesta dai modelli AI impone infatti una riflessione sulle infrastrutture necessarie per alimentarli e sulle conseguenze che questa espansione può produrre sui sistemi energetici.

A partire da questi elementi, Elisa Tomasinsig ha proposto una lettura ambientale del fenomeno, traducendo i dati energetici in termini di impatti, risorse consumate e possibili ricadute lungo il ciclo di vita delle tecnologie digitali. Verranno affrontati temi quali il consumo di energia, l’uso dell’acqua, la produzione di componenti hardware, il consumo di suolo legato alla realizzazione di data center e infrastrutture strategiche, nonché le pressioni esercitate sulle filiere globali.

“Sete di Energia” è stata un’occasione per interrogarsi su ciò che alimenta realmente l’intelligenza artificiale: non solo dati e algoritmi, ma energia, acqua, materiali, territorio e infrastrutture. Un confronto necessario per comprendere come l’industria digitale stia già contribuendo a modellare il nostro futuro e quali responsabilità ambientali, economiche e sociali derivino da questa trasformazione.