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Gestione integrata dei servizi ecosistemici e community participatory approach dei siti Natura 2000 | IMPRECO

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QUANDO

2018 - 2020

DOVE

Riserva naturale della Foce dell’Isonzo

CLIENTE

Comune di Staranzano | Capofila dell’Organo Gestore della Riserva naturale della Foce dell’Isonzo

OBIETTIVO

Costituire la rete transnazionale di aree protette formata da comunità locali e stakeholder per salvaguardare la capacità degli ecosistemi naturali di fornire servizi ecosistemici

STRUMENTI

Community participatory approach | Mappatura e valutazione dei servizi ecosistemici | Azioni pilota con gli stakeholder

Condividere con gli stakeholder locali i beni e i servizi forniti dagli ecosistemi e individuare i punti deboli e le minacce legate alla fruizione dei siti Natura 2000.
Con gli stakeholder sono state progettate azioni correttive congiunte. Queste azioni pilota, da un lato, riducono l'impatto sulla fauna e sugli habitat e, dall'altro, responsabilizzano gli stakeholder facendone degli alleati nella conservazione ambientale.

Questo progetto contribuisce al raggiungimento dei seguenti obiettivi dell'Agenda 2030

  • 12 - Consumo e produzione responsabili

    12.2 Raggiungere la gestione sostenibile e l'uso efficiente delle risorse naturali

    12.6 Incoraggiare le imprese, soprattutto le aziende di grandi dimensioni e transnazionali, ad adottare pratiche
    sostenibili e integrare le informazioni sulla sostenibilità nelle loro relazioni periodiche

  • 6 - Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

    6.3 Migliorare la qualità dell'acqua riducendo l'inquinamento

    6.4 Aumentare l'efficienza idrica da utilizzare in tutti i settori e assicurare prelievi e fornitura di acqua dolce per
    affrontare la scarsità d'acqua

    6.6 Proteggere e ripristinare gli ecosistemi legati all'acqua, tra cui montagne, foreste, zone umide, fiumi, falde acquifere e laghi

  • 11 - Città e comunità sostenibili

    11.4 Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo

    11.6 Ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell'aria e alla gestione dei rifiuti

    11.a Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale

    11.b Aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che adottino e attuino politiche e piani integrati verso l'inclusione, l'efficienza delle risorse, la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici, la resilienza ai disastri

  • 14 - Vita sott’acqua

    14.2 Gestire e proteggere in modo sostenibile gli ecosistemi marini e costieri per evitare impatti negativi significativi, anche rafforzando la loro capacità di recupero e agendo per il loro ripristino, al fine di ottenere oceani sani e produttivi

    14.a Aumentare le conoscenze scientifiche, sviluppare la capacità di ricerca e di trasferimento di tecnologia marina

  • 15 - Proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri

    15.1 Garantire la conservazione, il ripristino e l'uso sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e
    nell’entroterra e dei loro servizi

    15.4 Garantire la conservazione degli ecosistemi montani, compresa la loro biodiversità, al fine di migliorare la loro capacità di fornire prestazioni che sono essenziali per lo sviluppo sostenibile

    15.9 Integrare i valori di ecosistema e di biodiversità nella pianificazione nazionale e locale, nei processi di sviluppo, nelle strategie di riduzione della povertà e account nella contabilità

    15.a Mobilitare ed aumentare sensibilmente le risorse finanziarie da tutte le fonti per conservare e utilizzare in modo durevole biodiversità ed ecosistemi

L'area di intervento è:

è stato inoltre fornito supporto a:

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il problema

Contemperare gli obiettivi di conservazione naturalistica con la fruizione.

Come trovare nei beneficiari dei servizi forniti dagli ecosistemi degli alleati per la conservazione?

In altri termini, presso la Riserva naturale della Foce dell'Isonzo l'obiettivo del progetto è preservare la funzionalità degli ecosistemi marini riducendo le pressioni e gli impatti generati da:

  • ancoraggi delle imbarcazioni che mettono a repentaglio le praterie di fanerogame,
  • attività nautiche e di kitesurf che durante la stagione invernale, creano pressioni e disturbo all’avifauna con un concreto rischio di abbandono dell’area di svernamento da parte della fauna.

gli STRUMENTI

Le misure testate consistono in:

  • coinvolgimento degli stakeholder nella progettazione degli interventi,
  • implementazione di campagne di sensibilizzazione.

Nel corso di 36 mesi il progetto ha sviluppato delle linee guida che descrivono l'approccio a 360 gradi, includendo anche la fase di mappatura e costruzione di un inventario georefenziato delle specie e degli habitat, grazie al quale sono state individuate le specie target rispetto alle quali monitorare nel tempo l'efficacia del coinvolgimento degli stakeholder.

i RISULTATI

  • a livello di progetto, IMPRECO Repository raccoglie le migliori best practice di collaborazione tra chi tutela e chi beneficia nella gestione integrata dell’area protetta Apri il link
  • a livello di progetto, Stakeholders Protocol stipulati tra i gestori delle aree protette e gli stakeholder a suggello della collaborazione tra chi tutela e chi beneficia nella gestione integrata dell’area protetta
  • a livello di area protetta, adozione di un codice di comportamento nella Riserva naturale Foce dell'Isonzo,
  • a livello di area protetta, sviluppo della App IMPRECO che ti dice sempre dove sei. L'app è sviluppata per smartphone e smart-watcher per promuovere ed applicare il codice comportamentale tra gli utenti. Disponibile sui dispositivi Google l’app permette di individuare anche in mare i confini della Riserva naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, ricevere segnalazioni sulle zone vietate e/o regolamentate secondo le prescrizioni della Riserva e del sito Natura 2000 Apri il link
  • Nel corso dei suoi 36 mesi il progetto ha mappato e censito grazie ad un inventario georefenziato specie e habitat, identificato le minacce, identificato le soluzioni insieme agli stakeholder e costruito strumenti di gestione integrata, testato e concretizzato le azioni pilota. Tutto questo approccio è diventato le M4ES, Measures for Ecosystems (M4ES).

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Guarda il video finale del progetto: ci sono ottimi spunti da copiare Apri il link

Se sei un gestore di area protetta potrebbe interessarti dare un’occhiata a come abbiamo costruito la gestione integrata in IMPRECO: scarica le Common strategies and best practices to IMprove the transnational PRotection of ECOsystem integrity and services Deliverable T2.3.1 - Measures for EcoSystem (M4ES) Apri il link

Attività realizzata nell'ambito del progetto IMPRECO - Common strategies and best practices to IMprove the transnational PRotection of ECOsystem integrity and services cofinanziato dal Programma di cooperazione Interreg V-B Adriatico-Ionico (ADRION) 2014-2020

Foto: Matteo de Luca