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Mobilità sostenibile | Studio di fattibilità sulla gestione regolamentata della strada Lischiazze-Uccea in Comune di Resia

indialps
QUANDO

2025 - 2026

DOVE

Resia

CLIENTE

Ente parco naturale delle Prealpi Giulie

OBIETTIVO

Regolamentazione del traffico lungo la strada Lischiazze-Uccea in Comune di Resia

STRUMENTI

Studio di fattibilità tecnico-economica

Lo studio di fattibilità analizza flussi di traffico, disponibilità a pagare, big data da telefonia mobile. Integra interviste con stakeholder significativi. Fornisce soluzioni di gestione analizzando costi e benefici unitamente ai costi e ricavi annui di gestione.

La sfida

Come rendere nuovamente fruibile una strada di montagna senza comprometterne il territorio?

La strada Lischiazze–Uccea attraversa un contesto di elevato valore naturalistico e paesaggistico. La sua riapertura può migliorare l’accessibilità, sostenere la fruizione turistica e creare nuove opportunità per il territorio, ma richiede di governare i flussi, garantire la sicurezza e individuare un modello di gestione sostenibile nel tempo.

Nell’ambito del progetto transfrontaliero INDIALPS – Sviluppo turistico innovativo e sostenibile nella regione Alpe Adria, l’Ente Parco Naturale delle Prealpi Giulie ha avviato uno studio di fattibilità per trasformare l’ipotesi di riapertura in una scelta consapevole, fondata sulla conoscenza della domanda e sul confronto tra differenti soluzioni.

Dai flussi alle possibili forme di gestione

Comprendere quante persone potrebbero utilizzare la strada è solo il punto di partenza.
L’analisi integra dati sui flussi di mobilità, big data da telefonia mobile, questionari e confronto con gli stakeholder per ricostruire esigenze, aspettative e disponibilità a contribuire ai costi del servizio.

Su questa base sono stati sviluppati e confrontati diversi scenari: da forme di accesso scarsamente regolamentate a sistemi con presidio, barriera, pagamento automatizzato o prenotazione. Ogni soluzione implica differenti livelli di controllo, investimento, complessità gestionale e qualità dell’esperienza.

Lo studio non individua quindi una tecnologia isolata, ma mette in relazione:

  • modalità di accesso e regolamentazione;
  • sistema operativo e strumenti di controllo;
  • costi, ricavi e sostenibilità economica;
  • soggetto gestore e responsabilità;
  • benefici e ricadute per il territorio.

Scenari per orientare una scelta condivisa

Il confronto tra gli scenari consente all’Ente Parco di valutare non soltanto se riaprire la strada, ma a quali condizioni farlo.

Il risultato è un quadro decisionale che rende visibili vantaggi, criticità e implicazioni delle diverse alternative e permette di costruire un modello progressivo: partire da una soluzione gestibile e adattarla nel tempo in relazione ai flussi effettivi, alle risorse disponibili e alla risposta del territorio.

La strada diventa così un caso concreto di mobilità sostenibile in area protetta: non una semplice infrastruttura da aprire o chiudere, ma un accesso da governare per conciliare fruizione, tutela e sviluppo locale.

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QUESTO PROGETTO CONTRIBUISCE AL RAGGIUNGIMENTO DEI SEGUENTI OBIETTIVI DELL'AGENDA 2030

  • 11 - Città e comunità sostenibili

    11.4 Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo

    11.6 Ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell'aria e alla gestione dei rifiuti

    11.a Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale

    11.b Aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che adottino e attuino politiche e piani integrati verso l'inclusione, l'efficienza delle risorse, la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici, la resilienza ai disastri

  • 9 - Imprese, innovazione e infrastrutture

    9.4 Aggiornare le infrastrutture e ammodernare le industrie per renderle sostenibili, con maggiore efficienza delle risorse da utilizzare e una maggiore adozione di tecnologie pulite e rispettose dell'ambiente e dei processi industriali, in modo che tutti i paesi intraprendano azioni in accordo con le loro rispettive capacità